giovedì 10 dicembre 2009

bollicine di birra.

tony era stanco.seduto al tavolo di un bar dalle luci tiepide e dagli avventori chiassosi guardava una bollicina che dal fondo del bicchiere,posto davanti a lui,saliva su fino alla schiuma.tony era stanco e si concedeva una birra a fine giornata.tutte le sere sentiva la stanchezza del lavoro e della vita,tutte le sere sedeva di fronte ad una birra.sempre allo stesso tavolo,sempre allo stesso bar.per allontanarsi dai rumori della catena di montaggio si immergeva nel chiasso di un bar.osservava i clienti abituali allo stesso modo di quell occasionali.louise,la grassa barista convinta che ben presto sarebbe arrivato un uomo somigliante a richard gere a strapparla da quel bancone infame,lo guardava cercando di stabilire un contatto che avesse la parvenza di umano.tony era stanco e rispondeva solo a monosillabi.ogni tanto abbozzava un sorriso,più che altro per ricambiare uno sguardo di cortesia di quella donna con i capelli color oro e la fossetta nel mento.tony sentiva lo schiocco delle palline del biliardo che cozzavano fra di loro,le grasse risate degli operai ubriachi e i sommessi pianti di uomini lasciati soli.il suo unico vero interesse era quella bollicina,il suo tragitto dal fondo verso l'alto,il suo avanzare incessante.forse tony piaceva a louise.e forse louise piaceva a tony.ma lui era troppo stanco.tanto dall'evitare anche il solo pensiero di un contatto fisico.appena la bollicina raggiungeva il suo traguardo tony faceva un respiro profondo e con un paio di sorsi svuotava il bicchiere.i salatini che louise,gentilmente,accompagnava con l'ordinazione restavano lì,intatti e superflui.tony era stanco e si chiedeva perchè la barista gli mettesse sempre vicino quel piattino che a lui creava solo ingombro.finito il suo bicchiere prendeva dalla tasca del giubbino le sigarette,se ne portava una alla bocca e l'accendeva.aspirava il primo tiro con solennità e aspettava l'arrivo della nicotina nel suo cervello.ogni tanto si dava un'occhiata intorno.tutto così frenetico,veloce,assordante.non si aspettava nulla dalla vita.o forse sì.forse apettava che qualcuno lo provocasse per far scoppiare una rissa,forse aspettava che louise andasse oltre i suoi stupidi sorrisini e incominciasse a toccare le corde giuste.niente di questo succedeva,e tony sapeva che mai sarebbe successo.nella meccanica ripetizione dei gesti quotidiani l'unico fenomeno che realmente elevava tony da quel mondo noioso era l'ascesa della bollicina di birra.finito quel momento finiva anche la giornata di tony.un uomo solo e troppo stanco per poter essere attratto dalla vita.

mercoledì 9 dicembre 2009

il piacere della lettura.

quando si legge un libro si entra in una dimensione spazio-temporale esclusiva ed in un certo senso puramente personale.se anche due persone persone leggono la stessa pagina è inevitabile che le immagini che si formano nelle loro menti siano diverse.praticamente penso che l'unico legame che stringe due lettori sia solo il filo logico del libro in questione.poco c'entra la capacità dello scrittore di esaudire una richiesta di descrizione esauriente,nè la sua effettiva efficacia nel farlo,nè tantomeno la predisposizione del lettore all'immaginare.due teste diverse vengono unite solamente dallo svilupparsi di una trama,o di una tesi a seconda del tipo di lettura che si fa.personalmente nel momento in cui "entro" in un libro,compio un ingresso in un mondo tanto variegato e presente ai miei occhi,quanto fugace e fuggitivo,poichè non appena i miei occhi si staccano dalla pagina nella mia testa riprendono,prepotentemente,posto le immagini reali di ciò che mi circonda.in poche parole ritorno alla realtà.o perlomeno alla realtà tangibile e innegabile.certo,tutto è relativo,e molto dipende sia dallo spirito con cui mi avvicino ad un libro,sia dal mio stato d'animo nel momento della lettura,sia dalla mia concentrazione.e questi sono solo dei casi più superficiali,poichè ritengo che quando si legge si scatenino una miriade di processi cognitivi,pratici e quant'altro.ovviamente il mio è un discorso che parte dal punto di vista del singolo lettore,credo che mettendomi nei panni di chi il libro lo scrive vedrei la situazione sotto ben altri punti di vista.fattostà penso che niente possa sviluppare,e appagare,il senso immaginativo quanto la lettura di un libro.ci penso spesso:la visione di un film propone comunque un'immagine predefinita alla quale lo spettatore deve adeguarsi.raramente la musica è in grado di proporre un'immagine come tale,e forse solola musica classica riesce a stimolare un doppio binario nota-immagine così come il libro corre sul binomio parola-immagine.per ilteatro il discorso è molto simile al cinematografo,solo che,a mio umile avviso,si propone in modo più completo poichè lo spettatore fa parte della scena con la sua sola presenza,ma comunque la sua capacità immaginativa è subordinata ad una presentazione della stessa già avvenuta....
sostanzialmente non considero le mie parole finalizzate ad un qualcosa in particolare.scrivo e riscrivo,se può piacere ne sono lieto,se non piace non posso farci niente.pensieri,idee,racconti,descrizioni,situazioni.ciò che mi sento di scrivere lo scriverò.portare pazienza,come la porto io.