mercoledì 9 dicembre 2009
il piacere della lettura.
quando si legge un libro si entra in una dimensione spazio-temporale esclusiva ed in un certo senso puramente personale.se anche due persone persone leggono la stessa pagina è inevitabile che le immagini che si formano nelle loro menti siano diverse.praticamente penso che l'unico legame che stringe due lettori sia solo il filo logico del libro in questione.poco c'entra la capacità dello scrittore di esaudire una richiesta di descrizione esauriente,nè la sua effettiva efficacia nel farlo,nè tantomeno la predisposizione del lettore all'immaginare.due teste diverse vengono unite solamente dallo svilupparsi di una trama,o di una tesi a seconda del tipo di lettura che si fa.personalmente nel momento in cui "entro" in un libro,compio un ingresso in un mondo tanto variegato e presente ai miei occhi,quanto fugace e fuggitivo,poichè non appena i miei occhi si staccano dalla pagina nella mia testa riprendono,prepotentemente,posto le immagini reali di ciò che mi circonda.in poche parole ritorno alla realtà.o perlomeno alla realtà tangibile e innegabile.certo,tutto è relativo,e molto dipende sia dallo spirito con cui mi avvicino ad un libro,sia dal mio stato d'animo nel momento della lettura,sia dalla mia concentrazione.e questi sono solo dei casi più superficiali,poichè ritengo che quando si legge si scatenino una miriade di processi cognitivi,pratici e quant'altro.ovviamente il mio è un discorso che parte dal punto di vista del singolo lettore,credo che mettendomi nei panni di chi il libro lo scrive vedrei la situazione sotto ben altri punti di vista.fattostà penso che niente possa sviluppare,e appagare,il senso immaginativo quanto la lettura di un libro.ci penso spesso:la visione di un film propone comunque un'immagine predefinita alla quale lo spettatore deve adeguarsi.raramente la musica è in grado di proporre un'immagine come tale,e forse solola musica classica riesce a stimolare un doppio binario nota-immagine così come il libro corre sul binomio parola-immagine.per ilteatro il discorso è molto simile al cinematografo,solo che,a mio umile avviso,si propone in modo più completo poichè lo spettatore fa parte della scena con la sua sola presenza,ma comunque la sua capacità immaginativa è subordinata ad una presentazione della stessa già avvenuta....
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